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Un'azienda svizzera presenta il primo "computer vivente" al mondo realizzato con tessuto cerebrale umano
2024-06-20 1237

Recentemente, una società svizzera denominata FinalSpark ha lanciato il primo "computer vivente" al mondo realizzato con tessuto cerebrale umano, rivoluzionando potenzialmente l'informatica e il consumo di energia. Questo computer vivente è composto da 16 organoidi cerebrali, ovvero gruppi di cellule cerebrali coltivate in laboratorio.

Questi organoidi comunicano tra loro come i chip di un computer. Inviano e ricevono informazioni attraverso i neuroni, funzionando come circuiti ma consumando molta meno energia.

Questo biocomputer potrebbe potenzialmente trasformare i data center ad alta intensità energetica. I neuroni viventi consumano quasi un milione di volte meno energia dei moderni processori digitali.


Fred Jordan, co-CEO di FinalSpark, ha affermato che il concetto di computer vivente è ampiamente utilizzato nella fantascienza, ma fino ad ora non è stata condotta molta ricerca pratica. Gli organoidi sono minuscole colture tridimensionali auto-organizzanti costituite da cellule staminali. Agli organoidi cerebrali viene insegnato a completare i compiti attraverso la ricompensa della dopamina, in modo simile a come il cervello apprende.

Oltre a consumare meno energia, i computer viventi offrono funzionalità che i computer tradizionali non possono ottenere. Quando il cervello impara, il suo hardware cambia, creando nuove connessioni sinaptiche. Questa funzionalità è chiamata "wetware" e unisce componenti software e hardware. Al contrario, il software sui computer standard funziona su hardware fisso.

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